Gestione delle informazioni: alcune conseguenze del Web 2.0
Il passaggio dal cosiddetto Web 1.0 al Web 2.0 è stato analizzato nel miglior modo possibile da Tim O'Reilly nelle sue famose pagine su "What is Web 2.0" e probabilmente resta molto poco da dire a proposito.
Però, si può partire da lì e vedere come (e se, o fino a che punto), più nel dettaglio, quel passaggio stia cambiando l'approccio ad antiche questioni base della scienza dell'informazione, ad esempio come funzionano esattamente i flussi di informazione e come si può migliorare l'effettiva accessibilità dell'informazione. In questa prospettiva, gli aspetti sociali, che sono di solito il l'argomento principale di ogni discussione sul Web 2.0, sono dati per scontati, mentre l'attenzione è sui concetti più strettamente attinenti alla gestione delle informazioni nell'ottica della costruzione di sistemi informativi integrati.
In passato, secondo un approccio largamente condiviso, i sistemi informativi erano visti come sistemi coordinati (strettamente interdipendenti o "tightly coupled") nati per accordi formali tra le diverse componenti, e i progetti erano basati sull'integrazione dei dati, sulla conversione tra sistemi diversi ecc., tutti concetti che richiedono un forte impegno di tutte le parti coinvolte ed implicano anche una certa perdita di controllo sui dati da parte di una o più componenti del sistema e, spesso, l'imposizione di un sistema su un altro.
Adesso, i nuovi paradigmi emersi nella "pratica web" ed anche (come conseguenza in molti casi) nella pratica della gestione delle informazioni hanno prodotto un cambiamento nell'approccio complessivo: da sistemi formali coordinati a network informali di componenti aperti (addirittura “hackable”) minimamente interdipendenti (loosely coupled); dal merging delle informazioni all'aggregazione e all'harvesting, dall'integrazione dei sistemi all'interfacciamento tra sistemi, dalla conversione delle strutture e dei vocabolari alla mappatura. Questo cambiamento naturalmente prende le mosse dell'irreversibile tendenza verso la proliferazione asistematica dei contenuti e degli autori (UCC, User-Created-Content) da un lato e delle esigenze di condivisione e disseminazione dei contenuti stessi dall'altro.
Una conseguenza importante di questo cambiamento di approccio complessivo è che molti concetti chiave della scienza dell'informazione hanno subito un leggero, o a volte non tanto leggero, cambiamento di significato e di ruolo.
La seguente tabella elenca quei cambiamenti che io personalmente percepisco come rilevanti, ma sono sicura che si potrebbero aggiungere altri esempi e che prospettive diverse risulterebbero in liste diverse, che sarebbe interessante confrontare.
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from |
to |
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Input |
centralizzato / locale |
de-centralizzato / remoto |
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autorizzato / controllato / moderato |
aperto / libero |
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top-down |
bottom-up |
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Architecture |
sistemi formali, coordinazione |
network informali, hacking |
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centralizzato |
distribuito |
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architetture server/client tight-coupled |
architetture server/client loose-coupled |
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flusso end-to-end, passive nodes |
network, active gateways |
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merging |
aggregating |
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integrating |
interfacing |
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database, text, csv |
XML, RDF |
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converting |
mapping |
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ID, record |
URI |
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classificazione |
annotation, Natural Language Processing (NLP) |
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Seman- |
vocabolarii controllati |
free tags, NLP |
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ontologie a livello locale |
ontologie distribuite, OWL |
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merging ontologies |
mapping / linking / expanding ontologies |
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termini |
concetti, URIs |
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HTML meta-tags |
XML, RDF |
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Output / service |
bibliografie / datasets |
feed personalizzati |
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ricerche locali, ricerche su sistemi integrati |
custom web search, federated search |
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interfaccia web (browse, search) |
web services, APIs --> RESTful web services |
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website |
platform, gateway, tool, service |


